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L'entropia come forma — Laura Alunni

  • Immagine del redattore: Art Reviewer
    Art Reviewer
  • 22 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

L'entropia come forma: perché il disordine è il mio materiale


C'è un momento in studio in cui un dipinto comincia a resistermi. La lava vulcanica con cui lavoro — macinata, grezza, densa di memoria geologica — si espande dove non avevo previsto. La superficie si apre, si ritira, respira in modi che non ho pianificato. Per anni ho pensato che fosse un problema da risolvere. Ora capisco che è il lavoro stesso.


L'entropia — la tendenza di ogni sistema verso il disordine — non è il nemico della forma. È la forma. In fisica, descrive il movimento irreversibile dall'ordine al caos. Nella materia vulcanica, è scritta nella pietra: ogni eruzione è una trasformazione che non può essere annullata. Nel mio studio, diventa l'unico modo onesto che conosco per fare un dipinto.


Perché lavoro con la lava vulcanica


La lava non è un materiale decorativo. Porta con sé un'intera storia di pressione, calore e rottura — una violenza che è già accaduta e si è solidificata in silenzio. Quando la introduco in un dipinto, non aggiungo texture. Aggiungo tempo geologico.


La superficie che costruisco con lava e pigmento non è mai neutra. Registra il momento dell'applicazione, il peso del materiale, l'irreversibilità del gesto. Ciò che rimane non è una composizione: è una stratigrafia — un registro di stati che non esistono più.


Come appare l'entropia nella pittura


Nella mia serie attuale, lavoro con superfici dense, fortemente costruite — strati di lava vulcanica, pigmento, sabbia e medium che si accumulano nel corso di settimane. Ogni strato conserva uno stato del dipinto che è già passato. La superficie finale non mostra un'immagine finita. Mostra il tempo.


Quando ci si trova di fronte a questi lavori, non si guarda della pittura su tela. Si legge la memoria di un processo — un processo irreversibile come un'eruzione.


L'importanza della memoria nel processo creativo


La memoria gioca un ruolo cruciale nella mia pratica artistica. Ogni strato di lava e pigmento racconta una storia. Ogni gesto è un ricordo di ciò che è stato. Questa stratificazione non è solo fisica; è anche emotiva. Ogni dipinto diventa un archivio di esperienze, un riflesso di un tempo che non può essere recuperato.


L'interazione tra l'artista e il materiale


La mia relazione con la lava vulcanica è intima. Lavorare con questo materiale richiede pazienza e rispetto. Non posso forzare la lava a comportarsi come voglio. Devo ascoltarla. Ogni interazione è un dialogo. Questo processo di scoperta è ciò che rende il mio lavoro autentico.


Un invito


Se questo modo di pensare la pittura vi risuona — se vi trovate attratti da superfici che contengono complessità, da un lavoro che rifiuta risoluzioni facili — sono felice di sentirvi. Collezionisti e curatori possono contattarmi direttamente dalla pagina dei contatti.


Dettaglio: lava vulcanica, pigmento e tecnica mista su tela
Dettaglio: lava vulcanica, pigmento e tecnica mista su tela

Laura Alunni lavora tra Perugia e il circuito dell'arte contemporanea europea. Il suo lavoro esplora entropia, materia vulcanica e astrazione.


Conclusione


In conclusione, il mio approccio all'arte è un viaggio attraverso il disordine. L'entropia non è solo un concetto scientifico; è una fonte di ispirazione. Attraverso la lava vulcanica, esploro la bellezza del caos. Invito tutti a riflettere su come il disordine possa essere una forma di creatività.


L'arte è un riflesso della vita. E nella vita, il disordine è inevitabile. Abbracciarlo può portare a nuove scoperte e a una comprensione più profonda di noi stessi e del mondo che ci circonda.

 
 
 

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